Roma, i marziani e le sedi vacanti
Due corporazioni si aggirano frenetiche sotto il cielo impigrito di Roma: i cardinali e i grillini. In comune sembrano avere un indubitabile senso della devozione. I primi lo esplicano nella dimensione creaturale di una religione rivelata e di salvezza universale, con base a San Pietro. I secondi sono i cittadini di una setta a sfondo tecno-millenaristico, con forti tinte morali, al cui vertice soggiorna il verbo e-commerce di Gianroberto Casaleggio (temporaneamente incarnato nell’avatar Beppe Grillo). Le circostanze della vita hanno costretto le corporazioni in esame alla necessità di riempire una “Sede vacante”.

Due corporazioni si aggirano frenetiche sotto il cielo impigrito di Roma: i cardinali e i grillini. In comune sembrano avere un indubitabile senso della devozione. I primi lo esplicano nella dimensione creaturale di una religione rivelata e di salvezza universale, con base a San Pietro. I secondi sono i cittadini di una setta a sfondo tecno-millenaristico, con forti tinte morali, al cui vertice soggiorna il verbo e-commerce di Gianroberto Casaleggio (temporaneamente incarnato nell’avatar Beppe Grillo). Le circostanze della vita hanno costretto le corporazioni in esame alla necessità di riempire una “Sede vacante”: quella vaticana che attende dai cardinali l’elezione di un nuovo Papa; quella dei Palazzi del potere nei quali la banda di Grillo ha appena fatto il suo ingresso trionfale e fanciullesco.
Nell’adempimento della missione, i due gruppi condividono un rapporto pazzotico con i giornalisti. Questi li circondano d’interesse sfacciatamente morboso e quelli, che han fatto voto di riservatezza davanti a Dio o davanti a Grillo, rispondono con un automatismo umbratile nel quale si mescolano timori fisici e disprezzo antropologico per la categoria dell’informazione. Parallelamente marziani a Roma, porporati e grillini sono autoesclusi dal resto dell’umanità per via del loro fatale incarico: nominare un Papa nel segreto del Conclave, predisporre la rivoluzione in una bolla trasparente e chiusa a doppia mandata. Ma sono anche ingenuamente permeabili all’infiltrazione mondana: più d’un cronista dal volto anonimo si è imboscato nella riunione a porte chiuse dei Cinque stelle, due giorni fa, e ieri un quisque de populo con talare e sciarpa viola s’è intrufolato alla prima Congregazione generale in Vaticano. Inciampi dello spirito sotto il cielo curioso di Roma.